Genitori & Balbuzie

Capita che il vostro bambino ha delle esitazioni sul linguaggio e voi temete che si tratti di balbuzie?

Non giungete a conclusioni affrettate: circa il 20% dei bambini in età prescolare hanno delle piccole esitazioni che però scompaiono spontaneamente. E' probabile che vostro figlio attraversi semplicemente un periodo di balbuzie detta apparente o transitoria.


LA PREVENZIONE DELLA BALBUZIE: POSSIBILE..?

Secondo il Prof. Mastrangeli (La balbuzie e la terapia psicofonica” - Omega editore Torino) purtroppo la prevenzione assoluta non sarà mai possibile perché questo disturbo deriva da una serie di concause e traumi infantili non superati.

Quando si osservano diversi casi di balbuzie nello stesso nucleo familiare, si parla di una predisposizione ereditaria o di una ereditarietà ambientale causata dall'ansia e dalla preoccupazione.

Pur essendo comprensibile l'ansia di un genitore bisogna evitare di reagire in modo eccessivo.

E' chiaro che in un ambiente familiare in cui si aggira il timore della balbuzie, ogni minima esitazione del bambino viene notata e magari amplificata: al bambino non sfugge la tensione che lo circonda. La balbuzie che si voleva evitare finisce così per venire alla luce.


In che modo possiamo aiutare un bambino che balbetta...?

Soprattutto in età prescolare potete migliorare l’eloquio di vostro figlio con un aiuto indiretto: il bambino ha la tendenza ad imitare i genitori; cambiando il vostro comportamento potete influenzare il suo modo di parlare:

Articolare e rallentare l'emissione verbale in modo che al bambino venga sempre presentato indirettamente lo stimolo ad articolare e rallentare. Non è coerente parlargli velocemente e contemporaneamente richiedergli di moderare la sua velocità. Ottenere questi cambiamenti nel proprio modo di parlare non è facile, ma certamente molto utile per il bambino.

Di seguito, grazie alla collaborazione con il Centro Villa Benia - Rapallo, sono riportati alcuni opportuni accorgimenti:

  • Non rispondere immediatamente alle sue domande o richieste ma attendere qualche secondo: in questo modo lo aiutiamo a riappropriarsi delle pause naturali e gli diamo dimostrazione del modo migliore per controllare la fluenza.

  • Ascoltare ciò che dice e non come lo dice: nella comunicazione perdiamo a volte di vista il contenuto che il bambino ci vuole trasmettere perché disturbati dal modo in cui si esprime.

  • Evitare di completare o anticipare il pensiero e le parole del bambino. Essere internamente disponibili ad ascoltare fino in fondo mantenendo, mentre il bambino sta parlando, un naturale contatto oculare.

  • Non iper proteggere il vostro bambino dalle esperienze verbali: se vuole parlare in un negozio o telefonare non sostituitevi a lui, siate capaci di superare l'imbarazzo che tale situazione vi può provocare.


Bisogna parlare con il bambino del suo disturbo?

Finché vostro figlio non si rende conto di balbettare è consigliabile evitare di parlarne.

Quando inizierà a fare domande del tipo: “Perché non riesco a parlare?” o “Che cosa ho?” allora è arrivato il momento di affrontare l'argomento senza vergogna ed imbarazzo.

In molte famiglie la balbuzie è un vero tabù: si sa che esiste ma nessuno ha il coraggio di parlarne liberamente sperando in una risoluzione spontanea, quasi per magia.

Parlandone, il bambino avrà la certezza di non sentirsi solo nella sua “battaglia”.